Il confronto non può diventare un’opzione
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Il confronto non può diventare un’opzione

Nel Consiglio comunale del 3 novembre 2026, noi consiglieri del Movimento Strada Nuova abbiamo espresso il nostro dissenso per il modo in cui si sta svolgendo l’attività istituzionale.

Da mesi chiediamo confronto, risposte e attenzione ai problemi della città. Presentiamo interpellanze, proposte e osservazioni con gli strumenti che il Regolamento e la legge ci riconoscono.

Eppure torniamo a discutere in Aula dopo circa tre mesi [dall’ultima seduta] e, proprio in questa occasione, ci vengono ricordati con particolare rigidità il limite di tempo e il numero delle interpellanze.

Siamo i primi a sostenere che le regole vadano rispettate. Ma le regole non possono diventare un ostacolo al confronto democratico.

Il Consiglio comunale deve essere il luogo in cui maggioranza e opposizione si confrontano, anche quando le questioni poste dalla minoranza sono scomode. Non può ridursi a luogo di ratifica di atti già adottati.

Noi non chiediamo privilegi. Chiediamo di poter esercitare pienamente il mandato che oltre 4.000 cittadini ci hanno affidato.

C’è un altro principio che riteniamo fondamentale: il rispetto istituzionale deve valere sempre e nei confronti di tutti. La Sindaca ha invitato i consiglieri di minoranza ad assumere nei suoi confronti un atteggiamento più umano, equilibrato e rispettoso. È un principio che condividiamo pienamente. Ma lo stesso rispetto deve essere riconosciuto anche ai consiglieri di minoranza. Il rispetto non può avere una maggioranza e una minoranza.

Per queste ragioni, ritenendo che non vi fossero le condizioni per un confronto rispettoso del pieno ruolo istituzionale della minoranza, abbiamo scelto di abbandonare l’Aula.

Un atto di protesta politica e istituzionale, non una fuga dalle responsabilità. Continueremo a svolgere il nostro mandato: controllare, proporre, chiedere risposte e rappresentare i cittadini.

Con i fatti.

Movimento Strada Nuova

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